SCUOLA

Lieviti e biodiversità: workshop tra scuola e ricerca

Che cosa accade quando una scuola osserva con attenzione il proprio territorio per anni, raccogliendo dati stagione dopo stagione? A volte può succedere qualcosa di straordinario: l’esperienza didattica incontra la ricerca scientifica e diventa conoscenza condivisa.
È proprio da qui che prende forma il workshop “Biodiversità, cambiamento climatico e innovazione enologica: il ruolo dei lieviti”, in programma il 19 marzo al Foro Boario di Nizza Monferrato. Un appuntamento che riunisce scuola, ricerca e aziende del territorio per discutere di biodiversità microbica nei vigneti e delle sue implicazioni per la viticoltura di domani. Tra gli interventi è previsto anche quello della Fondazione Diasorin. Assunta Croce, Segretario Generale della Fondazione, racconterà il percorso costruito negli anni insieme all’Istituto di Istruzione Superiore “Nicola Pellati”. Una collaborazione che incarna in modo molto concreto la missione della Fondazione: promuovere la cultura scientifica nelle scuole italiane e contribuire alla costruzione di una cittadinanza scientifica consapevole ed informata.

Non a caso, proprio l’Istituto Pellati è stato la prima scuola vincitrice del concorso Mad for Science. Da quel momento è iniziato un lavoro paziente e continuo, fatto di attività di laboratorio, raccolta di dati e osservazioni nei vigneti. Nel corso di oltre dieci anni, studenti e docenti hanno monitorato la biodiversità dei lieviti presenti nei vigneti del territorio, costruendo un archivio di dati sorprendentemente ricco. Come racconterà durante il workshop il prof. Antonio Potenza, docente dell’Istituto Pellati, questo lavoro è cresciuto nel tempo grazie alla partecipazione attiva degli studenti e al lavoro degli insegnanti, che hanno potuto usufruire della strumentazione di ultima generazione ottenuta vincendo il concorso e hanno trasformato un progetto didattico in una vera esperienza di ricerca.

I dati raccolti dalla scuola sono stati condivisi con i ricercatori del CREA – Centro di ricerca per la viticoltura e l’enologia, tra cui Antonella Costantini ed Enrico Vaudano, che li hanno utilizzati per analisi più approfondite, incluso il sequenziamento del DNA dei microrganismi presenti sulle uve. L’obiettivo è studiare come il microbioma della vite si modifichi nel tempo e come questi cambiamenti si intreccino con fattori ambientali e climatici.
Il risultato è un esempio concreto di citizen science: una ricerca scientifica che prende forma anche grazie alla partecipazione attiva delle scuole e delle comunità locali. La determinazione dei docenti, l’entusiasmo degli studenti e la continuità del lavoro svolto nel tempo hanno permesso di generare conoscenza utile anche per il mondo della ricerca. In questo percorso, la Fondazione Diasorin ha accompagnato la scuola con attività di formazione per gli insegnanti e con il supporto laboratoriale necessario allo sviluppo dei progetti scientifici. Un sostegno che, anno dopo anno, ha contribuito a rafforzare competenze, curiosità e spirito di indagine.

Vale la pena ricordare anche un altro aspetto. Dopo la vittoria del concorso Mad for Science, l’Istituto Pellati ha saputo aprirsi sempre di più al territorio, costruendo nuove collaborazioni – tra cui quelle con il network dei Paesaggi Vitivinicoli UNESCO – e trasformando un progetto scolastico in un laboratorio permanente di dialogo tra educazione, ricerca e comunità. Il workshop del 19 marzo sarà quindi l’occasione per condividere risultati e prospettive future, ma anche per raccontare una storia semplice e, in fondo, molto potente: quando scuola e ricerca lavorano insieme, la scienza diventa parte della vita di un territorio.
 

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